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"24 ORE IN ACEGASAPSAMGA", UN LIBRO PER RACCONTARE L'AZIENDA

CON LE MANI SPORCHE DI VITA

DAVIDE SALTARELLI

MOTOCARRISTA A TRIESTE


 

È bella Trieste. Se poi ti capita di arrivarci a 20 anni, una notte d’estate e vedere dall’alto le rive che baluginano civettuole sul mare te ne puoi pure innamorare. Non se lo sarebbe certo immaginato, quella notte di quasi 30 anni fa, Davide Saltarelli, che quella città in cui arrivava per passare qualche giorno sarebbe diventata la sua casa .
Una casa che avrebbe poi cercato di tenere in ordine ogni giorno. Anzi, ogni mattina alle 5 o alle 6, l’orario in cui comincia il suo turno di motocarrista. Vale a dire la persona che, a bordo di un piccolo furgone, passa, batteria di cassonetti per batteria, a raccogliere i rifiuti ingombranti abbandonati nella zona di Rozzol-Melara: poltrone, aspirapolveri, stenditoi, materassi… Cose così.

Il breve soggiorno, in compagnia di un amico, si allungò di qualche settimana. Il tempo di gustarsi quella città dal fascino incredibile, almeno per un ragazzo dell’entroterra marchigiano, quella terra di mezzo fra Romagna e Italia centrale. Poi, a quel ragazzo tuttofare, che aveva iniziato come carrozziere, capitò la collaborazione con una radio privata. E poco dopo l’impiego in una discoteca come tecnico luci. Mise radici Davide, con una moglie e una figlia. Il lavoro in AcegasApsAmga cominciò nel 2004.
Un’occupazione che ti catapulta nei meandri minuti di una città non solo fascinosa, ma pure difficile . Perché ti ci devi trovare a infilarti con il Porter su per certe viuzze. Via Farnetello, tanto per dirne una. E ti ci devi trovare a fare i conti con lo scarso senso civico di chi abbandona per strada anche gli oggetti più impensabili .

Che magari non lo fanno neppure in cattiva fede”, allarga le braccia Davide.

 

Sono convinto che nonostante la tanta informazione fatta, ci sia ancora qualcuno che non sappia che abbandonare rifiuti, seppur vicino ai cassonetti, è un reato. Abbiamo i centri di raccolta aperti anche la domenica e andiamo a casa a ritirare gli ingombranti…”.

Ma nonostante tutto è affezionato a quel lavoro Davide. Via Crispi, tutte le viuzze di San Giovanni, via Giulia e poi si sale lungo strada per Longera fino a Cattinara, strada di Fiume, via Carnaro, zona ippodromo, via Revoltella, eccetera eccetera: un giro quotidiano che ti sporca le mani di vita e di volti. Quelli delle persone che lì vivono e per cui ormai sei di casa.

“Io poi ho la fortuna di vivere nella zona in cui lavoro”, prosegue Davide, “quindi ho il privilegio di sentirmi sia servitore che servito. Perché una delle cose più belle di questo mestiere è che davvero ti senti utile.”

Perché certo, dopo il passaggio di Davide una strada può davvero cambiar volto. Salvo tornare ad avvistare un altro ingombrante qualche giorno dopo, chiaro.

“C’è un lato curioso in tutto questo”, spiega divertito il falco degli ingombranti. “I rifiuti abbandonati sono una specie di lato B delle promozioni dei negozi. Una settimana esce l’offerta per i divani nuovi? Stai certo che nei giorni successivi trovi per strada poltrone e divani sfondati. Tv Lcd ultimo grido? Stessa cosa…”.
Sospira e annusa l’aria cristallina del primo mattino. Quella rarefatta dal sole che rende pastello i muri delle case e sposta per un attimo Trieste in un altrove senza spazio né tempo.

Che ci vuoi fare? Serve anche pazienza oltre che passione a fare questo lavoro. E poi ricordarsi sempre di una cosa…”. Sospira, segue con lo sguardo una moto che passa veloce e abbozza un mezzo sorriso.
“Che portiamo una divisa. Non siamo i Carabinieri, d’accordo. Ma abbiamo una divisa. Dunque rappresentiamo qualcosa: l’Azienda e poi uno stile, quello del rispetto e dell’amore per ciò che ci circonda”.

 
 
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