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Impianti

PRINCIPALI IMPIANTI

AcegasApsAmga gestisce le attività di raccolta, trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, speciali non pericolosi e sanitari, attraverso un sistema impiantistico, così composto:

  • Due impianti di termovalorizzazione, rispettivamente a Padova in viale della Navigazione Interna 34 e a Trieste in via Errera 11;
  • Un impianto di recupero di rifiuti non pericolosi, in via Querini 6 a Trieste
  • Un impianto di stoccaggio provvisorio (trasferenza) di rifiuti urbani e di rifiuti speciali non pericolosi, in Corso Stati Uniti, 5 a Padova.

Mappa

 
 

 

TERMOVALORIZZATORE SAN LAZZARO

Sito: viale della Navigazione Interna 34, Padova
L'impianto di termovalorizzazione permette lo smaltimento di rifiuti urbani, speciali non pericolosi e sanitari a rischio infettivo  attraverso la combustione. Il calore derivante è sfruttato per la produzione di energia elettrica. L'efficienza energetica è tale che l'impianto è autorizzato oltre all'attività di incenerimento (D10) anche a quella di recupero energetico (R1).
Il primo impianto di termovalorizzazione dei rifiuti di Padova è stato realizzato nel quartiere San Lazzaro negli anni '50 e messo in funzione nel 1962. All'epoca fu una vera innovazione: il primo impianto italiano a provvedere anche al recupero energetico. La potenzialità nominale del forno era di 140 t/giorno e la caldaia, con relativo termo gruppo, generava 1,4 MWh/giorno. Sul finire degli anni '60 fu costruita la seconda linea di combustione da 150 t/giorno, rifatta successivamente per l'adeguamento a normative sempre più restrittive e collaudata nella sua veste definitiva nel 2000.
Attualmente l'impianto è costituito da tre linee di incenerimento ammodernate e integrate dalla Terza Linea, che ha cominciato la produzione di energia elettrica il 18 giugno 2010. Ha una capacità nominale complessiva di 600 t/giorno di rifiuti e una produzione di energia elettrica (al netto dell'autoconsumo) superiore di 95 GWh /giorno.
AcegasApsAmga S.p.A. propone alle scolaresche la visita all'impianto di termovalorizzazione.

 

TERMOVALORIZZATORE ERRERA3

Sito: via Errera 11, Trieste
La città di Trieste, oggi servita dall’impianto Errera3, ha una lunghissima tradizione di gestione dei rifiuti mediante impianti a recupero energetico.
La cronaca locale del quotidiano “Il Piccolo” del 23 febbraio 1915 già parla dell’inaugurazione di un “forno di incenerimento per le immondizie” che per la modica cifra di 1 milione di corone era già allora strutturato per il recupero energetico.

Dopo una lunga parentesi, nel 1972 viene inaugurato il nuovo inceneritore di Giarizzole che servirà la città di Trieste fino alla fine del 1999. Sopravvenute modifiche legislative avevano, nel frattempo, indotto l’Amministrazione Comunale di Trieste ad accelerare la realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento rifiuti con recupero energetico, che fosse in linea con le migliori tecnologie disponibili.
Il termovalorizzatore ERRERA2 era strutturato su due linee di incenerimento da 204 t/giorno di rifiuti cadauna e da un ciclo termico dedicato al recupero energetico a servizio di una turbina a vapore di 4,85 MW capace di produrre 32 GWh/anno di energia elettrica. Tale impianto consentiva di rispondere alle necessità di un territorio che, per elevata densità abitativa, limitata superficie, caratteristiche carsiche, rendeva e rende oltremodo difficoltoso localizzare una eventuale discarica
Errera3 nasce come naturale evoluzione di Errera 2. L’impianto originario è stato ammodernato e modificato realizzando una terza linea (anch’essa della potenzialità di 204 t/giorno) di trattamento rifiuti ed un ciclo termico interamente nuovo a servizio di tutte e tre le linee per il recupero energetico a servizio di una turbina a vapore Franco Tosi da 14,9 MW capace di produrre 90 GWh/anno.

AcegasApsAmga S.p.A. propone alle scolaresche la visita all’impianto di termovalorizzazione dei rifiuti di Errera.

 

IMPIANTO DI RECUPERO DI RIFIUTI NON PERICOLOSI

Sito: via Querini 6, Trieste
L’impianto di messa in riserva di rifiuti urbani e speciali non pericolosi (R13), è situato in via Querini 6 in prossimità del raccordo ferroviario tra la stazione di Trieste Aquilinia e il Punto Franco Industriale.  L’impianto è principalmente dedicato all’attività di travaso del rifiuto umido urbano dai mezzi di raccolta, di portata limitata, provenienti dal territorio cittadino a cassoni scarrabili a tenuta stagna presenti nell’area che saranno poi caricati su automezzi di grande capacità e avviati ad un impianto di compostaggio.
La Stazione di Trasferimento rifiuti è dotata di un impianto di trattamento delle acque meteoriche di dilavamento (impianti di prima pioggia). Tutte le acque contaminate provenienti dalle aree di stoccaggio e movimentazione dei rifiuti vengono raccolte attraverso canaletta e grigliati e convogliate all'impianto di trattamento dedicato.

 

IMPIANTO DI STOCCAGGIO PROVVISORIO DI RIFIUTI URBANI E SPECIALI NON PERICOLOSI

Sito: Corso Stati Uniti 5, Padova
L'impianto è funzionale per le attività di raccolta differenziata nell'area territoriale di Padova in quanto consente di effettuare le operazioni di travaso necessarie per aumentare l'efficienza dei trasporti dei rifiuti verso gli impianti di recupero/smaltimento. Sono autorizzate le seguenti operazioni: deposito, raggruppamento e ricondizionamento preliminare; messa in riserva di rifiuti per sottoporli ad una delle operazioni di trattamento previste.

Dopo la verifica per l'accettazione e la pesatura, i rifiuti urbani conferiti alla stazione di Travaso vengono stoccati provvisoriamente all'interno di idonei spazi delimitati, identificati mediante cartellonistica riportante il codice CER.

Per la frazione FORSU lo scarico avviene in appositi containers a tenuta stagna, in maniera tale da evitare l'emissione di odori molesti.  Successivamente vengono inviati ad impianti di recupero di materia. I rifiuti ingombranti vengono sottoposti a riduzione volumetrica, mediante l'utilizzo di un trituratore e la raccolta in cassoni a tenuta stagna mediante compattazione del rifiuto. E' presente una pressa mobile su rotaie per caricare sino a 5 cassoni da 27,5 mc. Peso di rifiuto trasportabile per cassone: 10 ton su gomma; 11 ton su ferro (ACTS). Rifiuti transitati nel 2012: 16.114 ton.

 
 
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