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UFFICIO STAMPA
Padova - 07/06/2022

Le eccellenze del ciclo idrico integrato protagoniste di Adaptation Veneto

adaptation veneto

AcegasApsAmga e Adaptation Veneto: quattro storie padovane di reazione al climate change

Il ciclo idrico integrato di Padova, dalla captazione nell’Oasi di Villaverla, passando per l’impianto di Brentelle, raccontando il forte impegno e le nuove tecnologie messe in atto per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, fino alla depurazione e all’economia circolare dei fanghi. Sono queste le quattro eccellenze di AcegasApsAmga protagoniste del webdoc Adaptation Veneto, presentato in anteprima questa mattina ai Musei Civici Eremitani nella Sala del Romanino. Adaptation è un progetto di constructive journalism focalizzato sul tema della convivenza con il cambiamento climatico, ideato da Marco Merola, giornalista scientifico e divulgatore, con la partecipazione di AcegasApsAmga S.p.A. (società del Gruppo Hera), Zordan Srl Sb, Fomet S.p.A., Università Ca' Foscari di Venezia, Università di Padova, il supporto di Veneto Film Commission. Il proposito è quello di raccontare in che modo l’umanità si stia adattando, dal punto di vista sociale e tecnologico, agli effetti (già in essere) del global warming: dallo scioglimento dei ghiacci ai devastanti periodi di siccità, dalle alluvioni all’avanzata dei deserti. Nelle 24 storie raccontate nel webdoc, ben 4 sono dedicate ad AcegasApsAmga per raccontare le azioni di protezione ed efficientamento del territorio dai fenomeni connessi ai mutamenti climatici. 

L’Oasi di Villaverla: la captazione scientifica dell’oro blu padovano

La prima storia del webdoc targata AcegasApsAmga, narrata da Lorenzo Tirello, Responsabile Impianti Acqua Padova della multiutility, riguarda la principale fonte di approvvigionamento del sistema acquedottistico padovano: le falde idriche dell’Oasi naturalistica di Villaverla, in provincia di Vicenza, a pochi chilometri dai rilievi montuosi dell’Altopiano di Asiago. L’Oasi di Villaverla rappresenta uno dei più importanti "laboratori verdi" del nostro Paese, riconosciuto anche da Veneto Agricoltura e ARPAV. Attraverso un costante monitoraggio delle situazioni meteorologiche, della domanda e della disponibilità della risorsa idrica, AcegasApsAmga dispone di un’analisi scientifica e predittiva delle situazioni di criticità, a cui può dare risposta con strategie integrate e con l’uso delle più aggiornate tecnologie. In situazioni normali, l’emungimento idrico avviene dai 30 pozzi artesiani presenti nell’Oasi, sfruttando la loro soggiacenza, cioèquando il livello dell’acqua supera il livello della campagna circostante. In periodi di particolare siccità, invece, è necessario prelevarla mediante l’attivazione mirata di una speciale tecnologia di pompaggio.

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Il Centro Idrico Brentelle: una riserva d’acqua contro l’emergenza

Dopo la fase di captazione, l’acqua di Padova arriva al Centro Idrico Brentelle, appena fuori Chiesanuova, lungo il canale Brentella, che collega Brenta e Bacchiglione rendendo la città una sorta di enorme isola fluviale. L’impianto polifunzionale, come raccontato nel webdoc da Francesca Schiavon, Tecnico reti acqua e fognatura di AcegasApsAmga, permette sia il sollevamento in rete dell'acqua in arrivo, sia l'accumulo in tre giganteschi serbatoi da 25 milioni di litri ciascuno, che hanno la funzione di riserva d’acqua per la città in caso di emergenza idrica. Nell’impianto è presente anche un sistema di pompaggio che, grazie ad uno straordinario lavoro meccanico e una portata di circa 450 litri al secondo, veicolano l’acqua a Padova. All’interno dell’impianto, a ridosso del canale Brentella, trova pure posto un impianto di captazione di acqua dalle falde golenali, pronto a prelevare e filtrare l’acqua del fiume in caso di necessità estrema.

Guarda il video sul Centro Idrico Brentelle


Il piano di contrasto al climate change: innovazione e digitalizzazione spinta per una città anti-fragile

Attraverso una visione innovativa e di lungo periodo, in collaborazione con Comune di Padova, Autorità di Bacino e Università di Padova, in questi anni AcegasApsAmga ha cambiato la connotazione della città realizzando un vero e proprio sistema di protezione dai cambiamenti climatici con nuove vasche di laminazione, canali di scolo, potenziamento fognature, adeguamento sfioratori e sollevamento, che permettono di evitare l’allagamento di ampie superfici (ca 10.000 mq) che, fino a qualche tempo fa, in presenza di forti precipitazioni piovose, venivano sommerse, come narrato nel webdoc da Andrea Rubin, Responsabile reti acqua e fognatura della multiutility. Grande impulso è stato dato anche alla lotta alle perdite di rete con tecniche avanzate, che hanno visto lo sviluppo di tre nuovi progetti che consentono di operare in logica predittiva: i correlatori ad altissima gittata, checonsentono di “ascoltare” i tubi per rilevare perdite anche a distanze molto ampie e individuare le perdite anche in zone difficilmente raggiungibili; il rilevamento aereo delle perdite, voli aerei con radar SAR - un sensore capace di acquisire immagini ad alta risoluzione e in grado di rilevare la presenza di acqua nel terreno; i transitori di pressione che creano un sorta di onda anomala creata all’interno della condotta per definire l’eventuale presenza di discontinuità. Tutto ciò è stato possibile attraverso digitalizzazione e tecniche di intelligenza artificiale e manutenzione predittiva che consentono di simulare e individuare preventivamente i punti di maggior debolezza e concentrare su quelli gli interventi prioritari. AcegasApsAmga è concretamente impegnata per la tutela della risorsa idrica attraverso il controllo e gestione della rete in real time con interventi di efficienza sulla rete e sugli impianti, il controllo sugli inquinanti emergenti e sulla qualità dell’acqua distribuita, e per il risparmio energetico attraverso l’attenzione a ridurre i consumi energetici per la distribuzione.

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L’economia circolare a Cà Nordio: la serra high-tech per il trattamento dei fanghi di depurazione

L’ultima eccellenza di AcegasApsAmga, raccontata da Greta Bottin, Tecnico impianto di depurazione, parla dell’impianto di Cà Nordio, quello in cui affluiscono tutti i reflui della città e della sua serra supertecnologica e sostenibile dove si affinano i fanghi, già resi idonei all’agricoltura durante la depurazione grazie a un processo di digestione anerobica. Nel corso dello speciale trattamento, entra in scena anche il cosiddetto “maialino”, un rover (simile nell’aspetto a quelli lunari), completamente automatizzato, che percorre la serra rivoltando il fango, in modo che quello superficiale, già essiccato, lasci il posto a quello più umido sottostante. Una sorta quindi di grufolatore robotizzato, che simula il lavoro che potrebbero compiere i maiali con il loro muso. Alla fine dell’operazione, che può durare dalle 2 settimane in estate alle 8 settimane nei mesi più freddi, la percentuale di acqua nei fanghi scende dal 70 al 30%, consentendo di avere un fertilizzante pronto per l’agricoltura molto più compatto e concentrato. In termini assoluti, significa dimezzare i quantitativi annuali di fango prodotti e smaltiti. I benefici sono numerosi: ottimizzazione dei costi, a vantaggio di tutti i cittadini, perché la quantità di fango da trasportare al di fuori dell’impianto è inferiore, con meno traffico ed emissioni e maggiore circolarità del processo. Il fango più compatto è infatti molto più gestibile perché assomiglia di più al compost, utile per le terre che domani ci nutriranno. In questi mesi, è inoltre in corso l’ampliamento del depuratore, dove si sta realizzando la nuova linea dell’impianto con l’obiettivo di far fronte agli eventi climatici estremi ed aumentare l’efficacia e la qualità della fognatura dell’intera città. L’intervento avrà un rilievo importante anche in termini ambientali, garantendo un’elevata qualità dell’acqua depurata che viene poi riversata sulla laguna di Venezia e sul Brenta/Bacchiglione: sarà infatti restituita più pura, in particolare meno carica di nutrienti (azoto e fosforo) che sono i primi responsabili dei fenomeni di eutrofizzazione in ambiente.

Guarda il video sul depuratore di Ca' Nordio


Roberto Gasparetto, AD AcegasApsAmga, spiega l'impegno dell'azienda

"Il cambiamento climatico è un fenomeno tangibile con cui ci confrontiamo ogni giorno nelle città che serviamo - spiega Roberto Gasparetto, Amministratore Delegato AcegasApsAmga - Oltre a impegnarci per garantire la continuità dei servizi attraverso uno strutturato piano di business continuity, ci dedichiamo ogni giorno, attraverso l’impiego delle migliori tecnologie e di progetti innovativi, a mettere a disposizione delle comunità servite le competenze di cui disponiamo per assicurare una migliore qualità della vita, attraverso un approccio di sistema. Siamo orgogliosi di aver partecipato a questo progetto, che ci permette in particolare di dare visibilità al nostro impegno nel ciclo idrico integrato, raccontando le azioni di tutela delle fonti di prelievo della risorsa idrica, per garantire ai cittadini un’acqua buona, sicura  e controllata, il piano di contenimento delle perdite idriche e di riduzione rischi allegamento, il progetto di circolarità impiantistica di Ca’ Nordio e l’insieme delle infrastrutture attivate per rendere la città di Padova protetta dagli effetti dei cambiamenti climatici. Tutto ciò lo mettiamo in campo con un approccio concreto di economia circolare e di resilienza che ci consente di preservare il sistema socio-ambientale e la bio-diversità costruendo una piena circolarità nella gestione del ciclo idrico integrato”.

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