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SCHEDE INFORMATIVE

La rete idrica di Padova

La principale fonte di approvvigionamento del sistema acquedottistico AcegasApsAmga, nell'area padovana, è costituita da un insieme di falde idriche nella pianura a nord della città di Vicenza.

I pozzi di attingimento sono circa trenta e l'ottima qualità dell'acqua da essi prelevata viene costantemente controllata dal Laboratorio di analisi costituito con l'Azienda di Vicenza (circa 30.000 misure annue). La zona di ricarica delle falde è inoltre monitorata da una rete di altri 80 pozzi (detti spia). E' in funzione un impianto di filtrazione a carboni attivi per abbattere l'eventuale presenza in alcuni pozzi di solventi clorurati.

La portata emunta dai pozzi (1400 l/s) viene trasportata a Padova attraverso 3 condotte: la canaletta (una condotta a pelo libero costruita nel 1888), una condotta in pressione di diametro di 900 mm (dal 1958) e una condotta in pressione di diametro di 1300 mm (dal 2001).

Captazione - trasporto primario

Per la captazione dall'acquifero del vicentino e per il trasporto attraverso le adduttrici nel territorio comunale padovano sono richiesti 1.300.000 KWh/anno.

Potabilizzazione

L'acquedotto di Padova è dotato dei seguenti impianti di trattamento:

  • Saviabona, impianto a carboni attivi della capacità massima di trattamento pari a 1.400 l/s di particolare rilievo per la tecnologia a carboni attivi utilizzata;
  • Brentelle Nord, impianto di deferrizzazione della capacità massima di trattamento pari a 200 l/s;
  • Potabilizzazione Brentelle, impianto di filtrazione rapida a sabbia e successiva filtrazione a carbone attivo, della capacità massima di trattamento paria a 150 l/s.

 Come disinfettante viene utilizzato l'ipoclorito di sodio, come preclorazione in partenza della adduttrici nel vicentino, e clorogas, in postclorazione finale eseguita direttamente sugli impianti di sollevamento e immissione nella rete cittadina.

Stoccaggio e distribuzione idrica

La distribuzione dell'acqua, dopo la fase di captazione, avviene mediante condotte e serbatoi di stoccaggio di diversa tipologia e dimensione. Dai serbatoi di stoccaggio e compenso partono le reti idriche interne, composte da condotte che permettono di avvicinare l'acqua ai centri abitati e alle reti urbane, ossia tubazioni attraverso le quali l'acqua viene trasferita alle abitazioni.
Organi d'intercettazione, quali valvole e valvole, sfiati, riduzioni di diametro, idranti, misuratori di portata, vengono utilizzati per:

  • isolare tratti di condotte di estensione tale da limitare il disagio alle utenze in caso di guasto;
  • contabilizzare il consumo degli utenti;
  • consentire punti di approvvigionamento per i Vigili del Fuoco.

La rete padovana è composta da:

  • una linea di adduzione, una canaletta trapezoidale in calcestruzzo costruita nel 1890, che parte direttamente da Villaverla e raggiunge il territorio di Padova con un percorso che ha luogo lungo la ferrovia Vicenza-Bassano, per poi proseguire lungo la statale Vicenza-Padova;
  • una linea di adduzione del diametro di 900 mm in cemento, costruita nel 1958, che convoglia l'acqua raccolta nei pozzi posti a nord del Comune di Vicenza e recapita a Padova con un percorso che si snoda lungo la ferrovia Padova-Vicenza;
  • una nuova linea di adduzione in acciaio del diametro di 1.300 mm, entrata in esercizio nel 2000, che, partendo dall'impianto di Saviabona, raggiunge in territorio comunale di Padova seguendo un percorso parallelo alla condotta da 900 mm.;
  • cinque stazioni di sollevamento;
  • sei serbatoi di stoccaggio per un volume totale di 150.000 mc;
  • cinque serbatoi pensili di stoccaggio e compensazione della pressione della rete di distribuzione;
  • una rete globale di condotte per uno sviluppo di circa 1.246 km.
 
 
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