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"24 ORE IN ACEGASAPSAMGA", UN LIBRO PER RACCONTARE L'AZIENDA

ELETTRICISTA FRA TERRA E CIELO

FAUSTO COVAZZI

MANUTENZIONE ILLUMINAZIONE PUBBLICA DI UDINE


 

La verità è che forse non ti abitui mai a quel braccio meccanico che sale lentamente, svelando metro dopo metro i profili di Udine come fossero il corpo di una bella donna. Una bellissima donna. E figurati se si abitua Fausto Covazzi a quel brivido.
Lui che, quando a 9 anni vide Neil Armstrong posare il piede sulla Luna, giurò a se stesso che nella vita avrebbe volato. In verità pensava all'astronauta, ma visto che il destino il senso dell'umorismo ce l'ha, eccolo quasi mezzo secolo dopo a occupare il posto più aeronautico di AcegasApsAmga: addetto all'illuminazione pubblica di Udine.

Sono le sue mani che intervengono sulla cima dei lampioni per sostituire una lampada. O che si muovono con sapienza sulle centraline stradali in cui pannelli pieni di pulsanti e cavi, imperscrutabili ai più, governano decine di punti luce.
È lui che corre in pronto intervento durante un temporale per verificare le messe a terra degli impianti o la tenuta delle lampade, visto che un fulmine ben assestato può metterne fuori uso anche una decina.
Però per un sognatore come Fausto, quella salita rappresenterà sempre qualcosa in più di una semplice azione professionale. Fausto che da lassù, mentre con gesti millimetrici orienta il fascio luminoso di una lampada a led, getta uno sguardo obliquo su quel magma pulsante di emozioni, acciaio e cemento chiamato città. E oltre, verso la corona di montagne che circonda quel fazzoletto di pianura: il monte Cavallo a occidente, il Matajur a oriente, le catene dei Musi e del Canin verso nord.

"Quando sali è più facile relativizzare", fa con quel sorriso bonario sempre dipinto sul volto. "Le preoccupazioni ti sembrano subito un po' meno importanti di come appaiono. Perché, in fondo, bastano quei pochi metri per rendersi conto di quanto siamo piccoli rispetto a ciò che ci circonda".

È anche questa la contropartita di un lavoro senz'altro duro e delicato.
Un lavoro che ti può tenere sotto al sole, o a mollo nella nebbia che bagna le ossa per ore. Un'attività, che impone ritmi sostenuti e richiede sapere tecnico ed esperienza non comuni. Ad esempio, per sostituire con illuminazione a led circa 11 mila punti luce (su 14 mila totali) a Udine. L'attività, che sta terminando con il 2017, farà risparmiare consumi per 3,5 milioni di kWh ogni anno.
Un intervento enorme che restituirà una città ancora più sostenibile sotto molti aspetti. Dal punto di vista dell'efficienza energetica, certo (3,5 milioni di kWh equivalgono a circa 300 tonnellate di petrolio equivalenti risparmiate).
Ma anche dell'inquinamento luminoso, perché i led concentrano la luce solo verso il basso, dove serve davvero, e lasciano brillare le stelle del cielo.

Mette un'attenzione tutta sua Fausto a orientare bene la luce, perché quando torna a casa ha un telescopio da puntare verso il cielo. Quell'orma di Armstrong non gli fece solo venire voglia di volare, ma lo appassionò al cosmo e ai suoi misteri. Misteri che non sono scritti solo nel firmamento, ma odorano della carta dei libri dedicati alla mitologia greca, di cui è appassionatissimo.

 

"È affascinante pensare a come gli eroi venissero traslati dalla mitologia nelle stelle, per dargli immortalità", spiega.
Nelle serate passate a scrutare la Chioma di Berenice, Pegaso o Orione non ha mai pensato neppure per un attimo, dopo oltre 30 anni di lavoro in Azienda, di cambiare mestiere. Neppure per trascorrere gli ultimi anni di lavoro dietro una scrivania.

"Chi me li darebbe altrimenti, il profumo delle acacie a inizio maggio?" Scherza. "E quello dei tigli qualche settimana dopo, prima dell'inizio dell'estate? E il piacere di stare in mezzo alla gente che magari, qualche giorno dopo una riparazione, ti ferma per strada e ti ringrazia".
Ma c'è anche dell'altro. Perché Fausto, Fausto che in corpo, oltre all'acqua, ha anche un pezzetto di cielo, si sente artista.

"Un po', solo un po'..." sorride. Ma quel che basta a fargli dire che tenere le mani sulla luce della città è anche questione di passione e sensibilità estetica.

"Prendi, ad esempio, via del Mercato Vecchio, dove abbiamo illuminato le facciate degli edifici più importanti con un sistema che potrà rivestirli di colori diversi a piacere. O, in passato, la nuova illuminazione nel centro storico della città, quando realizzammo il calco ai bracciali originali delle lampade per riprodurre esattamente i vecchi supporti sulle nuove lampade.
Oppure, qualche anno dopo, quando rifacemmo l'illuminazione del castello guidati da Dante Spinotti, uno dei direttori della fotografia più famosi al mondo.
Sono interventi anche artistici quelli, non solo tecnici! Servono mano e occhio, insomma. Ancora oggi, quando passo di lì e alzo lo sguardo mi dico: vabbè il mio nome non starà scritto da nessuna parte, però quella bellezza è anche opera mia".

Basta questo vezzo a Fausto. Un vezzo che arriva all'orgoglio quando pensa che tutto questo avviene nella città di Malignani, l'uomo che vendette a un certo Edison il brevetto per creare il vuoto nelle lampade a incandescenza e grazie al quale, nel 1888, Udine divenne la terza città in Europa dotata di illuminazione pubblica elettrica.

"Sì, ci penso spesso a quell'eredità", dice Fausto. "Nel nostro piccolo cerchiamo di portarla avanti ogni giorno, ma sarebbe importante trasferire ai nostri figli il valore della manualità. Perché in questo lavoro, come in altri, è fondamentale l'attitudine al costruire, che invece si sta perdendo".

 
 
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