Logo stampa
menù responsive
"24 ORE IN ACEGASAPSAMGA", UN LIBRO PER RACCONTARE L'AZIENDA

LA RAGAZZA DELLA DIFFERENZIATA 4.0

MARTINA CARLI

PIANIFICAZIONE SERVIZI AMBIENTALI A TRIESTE

È come un bimbo che piange quella riga sullo schermo. Hai voglia a ignorarla. Per qualche motivo il ritiro a domicilio di un rifiuto ingombrante non è andato a buon fine. E il cliente chiama il call center per reclamare. Ci sarebbero procedure e processi. Ci sarebbe una catena di priorità. D'accordo. Ci sono i colleghi preposti che si attiveranno per andare a prendere quella benedetta poltrona. Ma quell'alert è lì che pulsa sul computer di Martina, 28 anni, ingegnere gestionale da neppure un paio d'anni in AcegasApsAmga Trieste. Un bimbo che piange, appunto.

"Non ce la faccio", sorride. "Quando succede, afferro il telefono e chiedo a chi cura il servizio di andare a recuperare il più presto possibile. Perché so che da qualche parte c'è un cittadino che aspetta il nostro aiuto e vorrei che tutto si risolvesse il più presto possibile. Sempre. Se potessi, prenderei la mia Pandina e andrei io a recuperare quella poltrona".

E dire che il lavoro di Martina non sarebbe proprio questo. Perché lei, sarebbe, anzi è, la signora dei cassonetti digitali.
Da qualche tempo ognuno degli 11 mila contenitori rifiuti della città ha un nome e un cognome. Un piccolo apparecchio elettronico (tecnicamente un tag) che comunica alla centrale operativa di via Orsera se e quando è stato svuotato.

 

Un sistema rivoluzionario, chiamato HergoAmbiente, implementato nel corso del 2016 anche grazie al contributo di Martina, che consente di conoscere in tempo reale la situazione della raccolta in città e, più in generale, di tutti i servizi di igiene urbana. Un sistema che raccoglie migliaia di dati ogni giorno, analizzati e monitorati da Martina. Così quando un collega le entra in ufficio per chiedere, ad esempio, se questo o quel cassonetto è stato svuotato, o risulta danneggiato, lei ha sempre la risposta pronta.
E, se necessario, parte l'intervento. Una raccolta dei rifiuti 4.0, che vede gli scovazzini girare con tablet e computer sui mezzi. Una gestione impensabile fino a qualche anno fa. Seduta su quella montagna di dati e cassonetti, a vigilare sui servizi c'è lei.
Nata col Muro di Berlino già caduto e passata per la trafila di lavoretti e stage che il mercato del lavoro offre anche ai più brillanti ingegneri.

Poi l'arrivo in via Orsera, fra camion, magazzini e i muri scrostati dell'antico inceneritore. Un ambiente apparentemente
non facile per una neolaureata.
E invece lei ti assicura che è bastato un attimo per sentirsi in famiglia fra uffici e officine di uomini abituati alla solidarietà, al lavoro appassionato e alla gestione dell'emergenza.

"È proprio la dimensione dell'emergenza che mi piace di più", ammette. "Avere problemi molto concreti da risolvere quotidianamente. Problemi che riguardano la mia città e altri cittadini come me".

Certo da bambina, Martina, da Rozzol, non se lo sarebbe mai immaginato di finire a lavorare qua. Magari qualche centinaio di metri accanto, in via dell'Istria, quello sì. All'ospedale Burlo, lei che sognava di diventare pediatra. Ma la vita è uno strano gioco, che ti porta dove meno ti aspetti.

"No, sono troppo emotiva per quel tipo di mestiere", scuote i lunghi capelli castani.
"Mi faccio prendere troppo dalle cose, non avrei mai avuto il distacco che serve a un dottore". Si ferma un istante a pensare.
"Però, a pensarci bene, anche qui puoi fare qualcosa per gli altri".

 
 
Lo sviluppo sostenibile nel Gruppo Hera
 
Lo sviluppo sostenibile nel Gruppo Hera
 
 
Economia circolare
 
economia circolare
 
 
Aggiungere valore
 
aggiungere valore
 
 
 
[Insieme per superare l'emergenza]
“Non ho mai visto Gorizia così. La ...
Dove lo butto? Se hai dubbi su come conferire i ...
A chi si prende cura degli altri.
A chi si prende ...
Gli Educational Kit de