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"24 ORE IN ACEGASAPSAMGA", UN LIBRO PER RACCONTARE L'AZIENDA

IL SENSO DI PAOLO PER GLI IMPIANTI

PAOLO MICHELINI

GESTIONE TECNICA CLIENTI A UDINE


 

Quel giorno Paolo ne era certo: "Qua mi licenziano”, pensò.

Era una mattina di febbraio del 1988.
Assunto in Amga da alcune settimane come operaio di settimo livello (il gradino più basso della scala gerarchica), aveva ricevuto il compito di pulire dalla terra un tubo di metano durante uno scavo per la riparazione di una fuga di gas.

Piccone alla mano iniziò a scrostare tutto per bene, ma la foga dei 20 anni e la voglia di fare alla perfezione quel lavoro tutto sommato semplice, gli giocarono un brutto scherzo. Con una picconata imprecisa e più forte delle altre andò a squarciare la condotta idrica parallela a quella gas. Il getto dell’acqua spruzzò così in alto da sembrare festoso, ma Paolo si sentì morire dentro. Forse pianse pure.

Bisogna partire dall’inizio per capire che tipo è Paolo Michelini, oggi coordinatore delle attività che riguardano la gestione degli appuntamenti per attività sui contatori di gas, acqua ed energia elettrica AcegasApsAmga in Friuli Venezia Giulia. E l’inizio della sua vita professionale sta tutta in quella picconata. Una picconata di passione, di chi scalpita per fare bene il proprio lavoro e poterlo dimostrare. Diede i suoi frutti velocemente quel sacro fuoco, perché una cosa era chiara a Paolo: quello per la municipalizzata non era esattamente lavoro, ma una specie di chiamata.

È per questo che cominciò a studiare ogni sfaccettatura del mestiere di gasista, quello a cui venne destinato: le tecniche operative  e, soprattutto, la normativa tecnica.

“Ogni aspetto del nostro lavoro è al servizio dei cittadini, di tutti i cittadini”, spiega col tono di chi sta dicendo un’ovvietà. “Mi sentii subito investito di una grande responsabilità, anche perché quando si interveniva per un allaccio, un pronto intervento o per la posa di un nuovo impianto, tutti guardavano a noi come i custodi della conoscenza, come autorità. Non potevo in alcun modo tradire quelle aspettative… Non potevo non conoscere ogni dettaglio di come si esegue un intervento e di cosa prescrive esattamente la norma tecnica”.

In Amga Paolo è cresciuto con questo mantra. Una filosofia che lo ha accompagnato per 30 anni nel segno della giustezza e della precisione. Si è occupato, fra le altre cose, di riparazione contatori e sostituzione contatori , di verifiche metrologiche (“ricordo ancora l’emozione nell’aprire i contatori e capirne il funzionamento”) e per lungo tempo ha fatto pure l’ accertatore sugli impianti gas .

Era cioè colui che, prima di attivare la fornitura di gas, accertava l’esatta conformità degli impianti domestici alla norma UNI 7129, praticamente la bibbia di ogni impiantista. Un’attività che gli ha stampato in testa la mappa degli impianti e dei tubi che si intrecciano fra strade e abitazioni di Udine.

 

In questi 30 anni intanto è cambiato il mondo dei servizi pubblici locali: aggregazioni fra società, la legge che separa, per l’energia, le attività di vendita dalla distribuzione, una pressione crescente all’efficienza e al servizio, lo sviluppo delle tecnologie informative e la rivoluzione del web. Un ciclone che ha mutato anche il lavoro di Paolo. Un aspetto soprattutto ha fatto da spartiacque: il rapporto con i clienti .

“Un tempo”, spiega, “quando Amga curava sia vendita che distribuzione, esisteva un rapporto diretto fra Azienda e cittadini. Adesso la relazione è soprattutto con le diverse società di vendita. Sono loro che ci attivano per la maggior parte degli interventi, ad esempio attivare o disattivare un’utenza. E a questo si aggiunge un’altra complessità: i lavori vengono eseguiti per lo più da imprese in appalto. È una scelta positiva perché consente prestazioni più efficienti e tempestive, però occorre fare attenzione a non perdere quel legame con il cliente”.

Il cuore del nostro lavoro adesso è il controllo delle imprese che lavorano per AcegasApsAmga. Dobbiamo essere sempre sicuri che il lavoro venga fatto secondo gli standard previsti, consapevoli che ci stanno rappresentando verso il cliente. Negli ultimi anni, soprattutto, abbiamo sviluppato dei processi di affidamento e controllo sul campo che hanno dato ottimi risultati e che hanno escluso chi non si è rivelato all’altezza, però serve anche qualcosa in più…”.

Paolo si ferma un attimo, perde lo sguardo oltre i vetri e forse pensa alla passione con cui diede quel colpo di piccone.

“Al di là del trasferimento di tutte le informazioni tecniche utili e ai controlli rigorosi, dobbiamo impegnarci a trasmettere a chi lavora per noi l’amore verso un lavoro che aiuta davvero le nostre città. Perché se non c’è amore non ci sarà mai un servizio eccellente fino in fondo”.

 
 
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