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"24 ORE IN ACEGASAPSAMGA", UN LIBRO PER RACCONTARE L'AZIENDA

FEDELE NEI SECOLI

DAVIDE LENISA

DISTRIBUZIONE ENERGIA ELETTRICA A GORIZIA


 

Alle volte il destino ha il senso dell’umorismo. Così può capitarti di trascorrere una vita a lavorare per l’allora Azienda Municipalizzata di Gorizia.

Un’Azienda totalizzante per chi ci lavorava, con le mille attività del circolo dipendenti, le gite domenicali con le famiglie e l’amicizia fra colleghi che andava quasi sempre oltre l’orario di lavoro. E con quello stipendio da operaio mandare avanti la famiglia e far studiare il figlio, magari sognando che un giorno anche lui possa trovare una collocazione di quel genere e, perché no, fare carriera. Solo che i tempi quasi mai si governano e così succede che quel figlio arrivi terzo al concorso come aiuto elettricista proprio nell’Azienda durante l’ultimo anno dell’istituto tecnico, a un passo dal diploma di perito elettrotecnico e si trovi a scegliere fra l’assunzione e l’agognato pezzo di carta. E tu genitore, con la morte nel cuore, ti scopri a raccomandare ciò che mai avresti pensato:

“Per carità, rinuncia a quel posto e pensa a finire l’anno… Con tutti i sacrifici che abbiamo fatto per farti studiare!”.

La storia in Azienda di Davide Lenisa, che in AcegasApsAmga si occupa degli interventi di manutenzione sulle reti elettriche, comincia così: un giorno gelido del gennaio 1991. Dalla Municipalizzata  gli comunicano che è fra i vincitori del concorso, ma dovrà scegliere fra assunzione e diploma, perché l’Azienda ha bisogno immediatamente .

“Fu una notizia sconvolgente”, ricorda ancora con un po’ di pathos. “Naturalmente ero contentissimo di quell’opportunità. Io l’Azienda l’avevo vissuta fin da bambino, con i colleghi di mio padre che venivano a casa e le feste nella sede di via IX Agosto: era davvero una grande famiglia di cui mi sentivo già parte. Ma capivo anche l’importanza del diploma e cosa rappresentasse pure per la mia famiglia.

Allora feci così: accettai l’assunzione, ma promisi solennemente a mio padre  che mi sarei diplomato ugualmente quell’anno, seppur senza frequentare”. Fu quella, probabilmente, la prima promessa da uomo a uomo. Un impegno mantenuto, se è vero che da autentico privatista, senza cioè neppure il supporto di una scuola privata, a luglio di quell’anno si presentò davanti alla commissione d’esame per strappare un trentasei che valeva come un sessanta.

“Mi misi a studiare ogni sera per sei mesi  e il sabato mattina passavo da scuola, dove professori e compagni mi aggiornavano sul programma svolto”, spiega Davide. “Fui il primo a Gorizia a  diplomarmi da completo privatista e devo dire che la cosa mi riempì d’orgoglio”.

Così a 45 anni, Davide è già un veterano di AcegasApsAmga. Un veterano con una responsabilità in più: quella del passaggio generazionale.

 

Perché lo sente di portare avanti qualcosa che è un po’ più di un semplice lavoro.

È qualcosa che ha a che fare col senso di appartenenza a una famiglia: quella di cui porta il cognome e quella più grande, la squadra di professionisti che ogni giorno si prende cura delle reti gas, elettriche e della pubblica illuminazione di Gorizia . Anche Davide, come molti suoi colleghi, sente il valore della divisa, non c’è niente da fare. Anche perché una divisa l’ha indossata davvero: quella dei Carabinieri, dove ha svolto il servizio di leva un anno dopo l’assunzione.

“Quella non te la togli mai di dosso. Carabiniere, in fondo, lo rimani sempre”, scherza ma fino a un certo punto. Perché il senso del corpo, del rigore e della disciplina gli è rimasto. Fedele nei secoli, si potrebbe dire. Alla Benemerita e all’Azienda. È con quel bagaglio di valori e con le sue spalle larghe che ogni mattina si presenta su qualche cantiere delle reti elettriche per vigilare sullo svolgimento de lavori: ad esempio, nuovi allacciamenti, manutenzioni e riparazioni di cavidotti, sostituzione di pali, nuove cabine elettriche. Insomma, tutto ciò che serve per far girare l’energia elettrica in città .

Un bene, l’energia elettrica, il più delle volte dato per scontato. Praticamente invisibile. Perché la presenza in qualsiasi luogo di quella scatolina con tre piccoli fori che fa da passe-partout al mondo sviluppato è un fatto acquisito per chiunque. È automatico che l’energia elettrica ci sia: sempre, dovunque e comunque. Tanto che non si riesce neppure a immaginare la propria esistenza senza ampere.

Ma lavorare a una commodity fantasma non disturba Davide, anzi.

“Il lavoro sul territorio, spesso in cantiere, ci porta ad avere rapporti quotidiani con i cittadini e a lavorare per risolvere i problemi nel più breve tempo possibile,” spiega. “Pensiamo a un nuovo allacciamento, alla corrente da ripristinare in una parte di città, o alla segnalazione di un chiusino in strada che fa rumore. Il bello del nostro lavoro è che possiamo lavorare per risolvere problemi molto concreti e mi pare che la gente ci apprezzi per questo”.

Certo non è esattamente tutto come una volta, come nell’Azienda che accolse Davide nell’inverno di 27 anni fa.

I servizi pubblici a Gorizia si sono frammentati fra più imprese e poi sono cambiate le leggi, con il cosiddetto unbundling, la separazione societaria fra chi distribuisce e chi vende gas e luce.

Una sana spinta alla concorrenza che però ha talvolta complicato i passaggi per i clienti.  “Me lo ricordo ancora,” dice Davide comese si trattasse di un’era geologica fa. “Agli inizi il cliente veniva da noi per tutti gli allacci: gas, luce e acqua. Facevamoil preventivo, si usciva per il sopralluogo e poi si allacciava. Adesso capisco che non sia più così semplice: ci sono società diverse da contattare e, soprattutto, l’interfaccia per gas e luce sono diventate le società di vendita e i tempi un po’ ne hanno risentito.”

Ma nonostante questo, una certa alchimia del mestiere sopravvive, complice anche una città che puoi tenere nel palmo di una mano. Quel mondo fatto di familiarità e solidarietà fra tecnici in divisa e cittadini, dove succede ancora che mentre lavori su uno scavo una signora dalla finestra di casa chiami per offrirti un caffè o una pasta.

“Succede, succede ancora” ride Davide. “E quelle sono le soddisfazioni più belle.”

 
 
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