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"24 ORE IN ACEGASAPSAMGA", UN LIBRO PER RACCONTARE L'AZIENDA

QUANDO IL TEMPO NON È DENARO

GIOVANNI FOSCARINI

CONDUZIONE E MANUTENZIONE RETI GAS DI PADOVA


 

Non sono pochi 1.400 chilometri. È la distanza che corre, più o meno, fra Aosta e Reggio Calabria; o fra Verona e Copenaghen. Oppure è la lunghezza della rete gas di Padova. Una maglia di condotte e connessioni che scorre invisibile sotto la quotidianità frenetica di centinaia di migliaia di persone.
Talmente discreta che te ne scordi della distanza che percorre il metano quando sbuca da un fornello della cucina per accendere una moka di caffè.
Giovanni Foscarini invece, è certamente uno di quelli che se lo ricorda cosa significhi quel gas che scorre sotto strade e palazzi . Perché buona parte di quei 1.400 chilometri se li percorre ogni anno a passo d’uomo. Giovanni, infatti, è un componente del team AcegasApsAmga incaricato di ispezionare la rete gas della città per individuare eventuali perdite e prevenire così incidenti. Un lavoro da orefice in cui, lentamente, si controlla ogni 12 mesi la totalità della rete a bassa e media pressione cittadina, anche se lo standard imposto dall’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, ne richiederebbe solo il 30%.
Perché con la sicurezza non si lesina.

Quando tocca a lui, Giovanni accende il motore del Doblò AcegasApsAmga, una macchina marziana che dalla strada segue le condotte del gas a velocità da tartaruga, per annusare, grazie a sofisticatissimi nasi eventuali perdite. Nel caso si rilevi qualcosa, dal computer installato a bordo parte immediatamente un’email alla centrale operativa gas di via Corrado, da cui esce immediatamente una squadra per verificare l’entità della dispersione e i lavori per la riparazione.

Quel furgoncino per Giovanni è stato anche un bel modo per conoscere la città del Santo. Lui, genovese, che a Padova è arrivato 12 anni fa per avvicinarsi alla famiglia della moglie.

In realtà abito a Conselve - spiega. Perché ci piaceva l’idea di avere una casa in mezzo al verde. Ma ti garantisco che impiegavo di più a spostarmi da una parte all’altra di Genova, piuttosto che oggi da casa mia a Padova”. Genova per Giovanni rimane Genova, ci mancherebbe. Che il mare di Rosolina non è neppure paragonabile a quello della Liguria e non c’è verso di trovare qui la focaccia che sfornano sotto la Lanterna.

 

Però la qualità della vita è tutta un’altra cosa in Veneto”, sorride Giovanni. Che da quando lavora in AcegasApsAmga ha anche imparato a dare un valore diverso al tempo . “Ho fatto per molti anni l’idraulico a Genova. E come per tutti gli artigiani, il tempo era denaro. Qui, a operare sul gas, ho capito invece che avere fretta è vietato. Occorre il giusto tempo per ispezionare bene la rete e serve sempre quella verifica in più durante le riparazioni o le uscite in pronto intervento . Perché se una signora ti chiama allarmata per aver sentito odore di gas, prima di dirle ‘non si preoccupi è tutto a posto’ devi avere davvero fatto ogni possibile verifica”.

Lavora così Giovanni, che alterna la ricerca fughe all’attività di pronto intervento. Sempre sulla corda, sempre alle prese con “il ragionevole dubbio” di una verifica ulteriore, di un check in più . Magari da vecchia scuola, come quando dopo il controllo dispersioni con la strumentazione elettronica, si aggiunge anche una mano di acqua saponata sulle giunture del tubo, per verificare, attraverso la formazione di eventuali bollicine che non vi siano microperdite in quel punto così delicato.
Portare la divisa di gasista AcegasApsAmga significa anche questo, perché in ballo oltre alla sicurezza, c’è anche la fiducia che le persone ripongono in quella tuta da lavoro. E che fa tirare un sospiro di sollievo quando arriva l’auto bianca nel punto in cui si sente odore di gas.

Sai qual è l’errore più grande che puoi fare in un mestiere così?”, fa Giovanni con quella voce rassicurante che mischia le inflessioni di terre lontane . “Farsi prendere dall’abitudine e magari, dopo cento interventi senza problemi, effettuare il centunesimo saltando qualche controllo previsto dalle procedure. È quello che ti frega, perché non esistono controlli inutili, visto che ogni intervento è diverso dall’altro. Inoltre, abbiamo la fortuna di lavorare in un’Azienda che sulla formazione continua investe tantissimo e per cui i cinque minuti persi per toglierti uno scrupolo non sono mai un problema”.

 
 
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