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"24 ORE IN ACEGASAPSAMGA", UN LIBRO PER RACCONTARE L'AZIENDA

QUELLA POLTRONA IN BILICO SUL CANYON

LUIGI ALFIERI

GRUISTA PRESSO IL TERMOVALORIZZATORE DI PADOVA


 

È un enorme animale il forno del termovalorizzatore di San Lazzaro. Una bestia potente che trangugia rifiuti e restituisce energia con la forza di fuoco, turbine e acciaio. Eppure, anche quella forza allo stato puro vive di equilibri delicati, come un bolide di Formula 1, a cui certo non puoi mettere nel serbatoio normale benzina Super.

Con il forno è un po' la stessa cosa: non tutti i rifiuti vanno bene.
O meglio, occorre sempre il mix giusto: né troppi scarti urbani (i sacchi neri per intenderci), né troppi residui plastici, né troppi scarti industriali. Altrimenti la combustione perde efficienza e possono nascere problemi con l'energia elettrica prodotta, la manutenzione dell'impianto o il controllo delle emissioni. Insomma serve un cuoco, che imbocchi l'animale con il cibo giusto.

Nell'avveniristica struttura argento e arancione di via della Navigazione interna uno dei cuochi è lui: Luigi Alfieri, di professione gruista. È una gru molto particolare però quella che manovra questo giovane di 29 anni, padovano doc.
Con i joystick simili a quelli di un videogame, da una poltrona decisamente imponente, anima un enorme ragno meccanico appeso a un carroponte che domina la profonda fossa in cui vengono scaricati i rifiuti da termovalorizzare. Lui, con millimetrici movimenti di polso e polpastrelli, preleva a ogni tocco quintali di materiale e lo indirizza verso i forni.
Facendo ovviamente attenzione a non sbagliare la ricetta: tot rifiuto urbano, tot rifiuto a base plastica (non gli imballaggi, per lo più intercettati con la raccolta differenziata) e così via.
Con un occhio clinico nell'interpretare il rifiuto, frutto dei suoi 7 anni di esperienza. E se qualcosa per caso non va, il sofisticatissimo sistema di controllo rileva immediatamente un'anomalia nei valori, in modo che Luigi possa correggere in corsa.

 

È un mestiere, quello di Luigi, che non ha soluzione di continuità, perché, a parte per le manutenzioni, i tre forni del termovalorizzatore di San Lazzaro non si fermano mai. Luigi spesso lavora di notte, sul turno che va dalle 10 di sera alle 6 del mattino, quello che ti dà il privilegio di rientrare a casa attraversando una Padova inedita, ancora libera dal traffico micidiale che l'attanaglia nelle ore di punta.

"È una sensazione strana, bisogna trovarcisi", dice.
Come bisogna trovarcisi sulla poltrona di Luigi per capire. Per avere idea della vertigine e, al tempo stesso, del senso di leggerezza capace di darti la vista aeronautica a strapiombo sul canyon di quella fossa enorme, in cui vengono disegnate continuamente montagne di materiale, che si dissolvono per riemergere sempre con altre forme. Rifiuti certo. Ma se ti metti a guardarli fisso, può anche capitare di leggerci in controluce le contraddizioni del nostro tempo.

Come fa Luigi, ad esempio. "Questo mestiere aiuta a capire anche quanto sprechiamo ogni giorno, credo senza neppure rendercene conto", mi dice senza perdere di vista per un secondo il suo ragno. "Certo qui i rifiuti che non possono essere recuperati si trasformano in energia ed è sicuramente un aspetto positivo, ma rimane il fatto che si vive in una società che spreca ancora troppo".
E che talvolta non è esattamente certosina nel fare la raccolta differenziata, tanto per usare un eufemismo.

Quello di Luigi è un punto d'osservazione privilegiato per valutare la propensione dei padovani alla raccolta differenziata. Complessivamente quello che arriva all'impianto è ciò che deve, dunque sono quasi del tutto assenti i rifiuti che devono seguire le filiere del recupero, come, carta, vetro, imballaggi di plastica e umido. Però alle volte si trova l'incredibile in quella fossa. Come una bombola del gas (vuota, almeno) o una lavatrice.

"Davvero ti chiedi come possa venire in mente di inserire oggetti di quel tipo in un contenitore rifiuti stradale", allarga le braccia Luigi. "Anche perché esiste un servizio AcegasApsAmga di ritiro gratuito a domicilio dei rifiuti ingombranti. Tra l'altro, a buttare una lavatrice in un cassonetto, si fa anche una certa fatica...".

 
 
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