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Sostenibilità e salvaguardia

 

La salvaguardia delle risorse idriche è per noi una priorità. La forte spinta all'adozione di politiche di sostenibilità e responsabilità sociale caratterizza i nostri progetti e il nostro agire quotidiano nel servizio idrico.
Quando parliamo di rispetto della risorsa ACQUA intendiamo in primo luogo fornire agli utilizzatori un bene di alta qualità: vedi i dati di analisi.

Un bene così prezioso e di alta qualità va protetto e non sprecato. Gli ingenti investimenti nella riduzione delle perdite delle condotte, che continuiamo ad erogare anno dopo anno, ci collocano nella posizione delle aziende virtuose in Italia: dal 2013 al 2014 abbiamo continuato a ridurre le dispersioni di circa 1.5 punti percentuali.

E' nostro mandato anche restituire all'ambiente una risorsa idrica rigenerata dopo averla utilizzata, per questo abbiamo, e continuiamo a farlo, molto investito nella depurazione e, pur vantando già strutture efficienti, abbiamo fortemente sostenuto il progetto del nuovo depuratore di Servola a Triste. Un'opera enorme (52 milioni di euro di investimenti) e un impegno tecnico-operativo di grande valore, anche per i tempi strettissimi di realizzazione: lavori ultimati entro il 2018.

Riduzione dei prelievi delle acque superficiali

Privilegiando la captazione attraverso pozzi profondi (superiori ai 100 mt) nell'area a nord del comune di Vicenza per quanto riguarda Padova e nell'area di San Pier D'Isonzo per l'area di Trieste. Le acque superficiali esigono forti trattamenti per garantirne la qualità, mentre quelle di origine artesiana non hanno bisogno di molti trattamenti.

Contenimento delle perdite di rete

A parità di fabbisogno d'utenza, la riduzione delle perdite consente di ridurre il volume immesso in rete e, di conseguenza, quello prelevato dall'ambiente.

Le perdite idriche si dividono in perdite reali (volumi di acqua effettivamente fuoriusciti dalla rete per rotture, trafilamenti, ecc.) e in perdite apparenti (errori di misura e di lettura dei contatori, prelievi abusivi, ecc.).

ll sistema d'acquedotto gestito da AcegasApsAmga presenta molte differenze tra l'area di Trieste e quella di Padova per le caratteristiche geomorfologiche del territorio. Le perdite idriche reali rivestono un obiettivo di primaria importanza, AcegasApsAmga è infatti impegnata in tutte le attività volte al monitoraggio e alla riduzione delle perdite indicate dalla metodologia IWA:

  • controllo attivo delle perdite tramite campagne di ricerca programmata e distrettualizzazione delle reti;
  • gestione delle pressioni di esercizio;
  • manutenzione e sostituzione di condotte e assets;
  • velocità e qualità delle riparazioni.

Salvaguardia della risorsa idrica:

AcegasApsAmga ha collaborato con alcune delle Agenzie d'Ambito competenti, nella stesura dei Piani di Conservazione della Risorsa, in particolare per quanto riguarda la parte relativa alla riduzione e al monitoraggio delle perdite idriche, supportando le ATO stesse nell'adozione della metodologia dell'IWA.

Riduzione dei carichi inquinanti sversati nei corsi d'acqua:

AcegasAps è impegnata nello sviluppo di importanti investimenti finalizzati a ridurre gli effetti inquinanti delle acque reflue urbane sui corsi d'acqua; le linee d'intervento riguardano in particolare:

  • estensione delle reti fognarie ad agglomerati che ne sono ancora privi;
  • sviluppo di collettamenti fognari che favoriscono l'eliminazione di piccoli impianti di depurazione poco efficienti
  • realizzazione di sezioni di trattamento per l'abbattimento del fosforo e dell'azoto e per la disinfezione finale dei reflui.

Gli scarichi idrici e i rifiuti (fanghi, sabbie e vagli) prodotti presso gli impianti gestiti

Sia i processi di trattamento delle acque naturali a scopo idropotabile sia quelli di depurazione delle acque reflue possono produrre scarichi idrici che vengono sottoposti a puntuali controlli a salvaguardia dell'ambiente conformemente alla normativa vigente, in particolare il D.Lgs. n. 152/2006.

Ai fanghi di depurazione destinati in agricoltura si applicano le modalità di controllo previste dal D.Lgs. 99/92 nel Friuli Venezia Giulia e, per il Veneto,  quelle della Deliberazione della Giunta Regionale n. 235 del 10 febbraio 2009.
I fanghi non considerati idonei ai fini del recupero in agricoltura sono sottoposti a caratterizzazione qualitativa ai sensi del D.Lgs. n. 152/06; il loro smaltimento in discarica prevede infine i controlli analitici stabiliti dal DM 3 agosto 2005 (valido anche per sabbie e vagli).

 
 
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