Logo stampa
menù responsive
PROGRAMMA EAQUA: IL SISTEMA CIRCOLATORIO DELLA SMART CITY

Ridurre le perdite e individuarle prima

acquedotto di Trieste, impianto "Randaccio", pompe condotta idraulica 900 mm

 

Individuare le perdite d'acqua sarà più semplice

Le reti acquedottistiche di Padova e del Piovese sono lunghe complessivamente oltre 2000 km e l'acquedotto di Trieste si estende per circa 1.100 km. La suddivisione della rete nei distretti principali ha definito un ulteriore frazionamento degli stessi in tratti di estensione di circa 20/25 km ciascuno, per un totale di 89 sottodistretti nell'area del padovano-piovese e ulteriori 78 nel territorio triestino. Questa suddivisione permette di tenere costantemente sotto controllo la rete idrica e di localizzare le perdite anche "invisibili" perché in profondità o sottomarine.
Operativamente, i dati rappresentati su cartografia e georeferenziazione digitale, sono elaborati in tempo reale e confrontati con il consumo medio notturno di ciascun distretto, rappresentante cioè il minimo consumo di ciascuna area. Se, rispetto a tale indicatore, vengono rilevati consumi superiori probabilmente nella zona si è manifestata una rottura. I tecnici specializzati giungono sul posto e attraverso geofoni, strumenti che "ascoltano" il rumore dell'acqua nei tubi riuscendo a rilevare le discontinuità, sono in grado di individuare velocemente la perdita, con un'approssimazione di pochi metri.
Il controllo delle perdite delle reti acquedottistiche e il contenimento dei costi energetici sono oggi argomenti di grande interesse, dal momento che il sistema idrico italiano è caratterizzato da una percentuale di perdite medie superiore al 35%: valori che producono inevitabili ricadute negative di natura ambientale, economica e sociale.

Lunga vita all'acquedotto

Trieste ha un'orografia caratterizzata da variazioni altimetriche, da 0 a 400 metri sul medio mare su distanze molto brevi. Superare questo ostacolo impone l'esercizio di pressioni di rete molto elevate (fino a 11 bar!) e di un grande numero di serbatoi e sollevamenti. Con il Programma eAqua si è riusciti ad operare una riduzione selettiva, secondo i fabbisogni reali, riducendo il volume delle perdite di fondo, diminuendo le sollecitazioni delle infrastrutture idriche ed estendendo la vita utile dell'acquedotto. Nella gestione della pressione di rete, le simulazioni idrauliche del modello si stanno dimostrando uno strumento potente per adottare le corrette scelte progettuali e gestionali per individuare le criticità del sistema. Ad esempio, nel distretto di Opicina, sull'altipiano carsico, sulla base del modello idraulico, sono stati già eseguiti degli interventi strategici in rete, con la posa di nuove condotte, l'inserimento di riduttori di pressione (diminuzioni nell'ordine di 2-3 bar) ottenendo un abbattimento importante delle perdite. Essendoci una correlazione tra pressioni di rete e perdite idriche, risulta evidente come un'oculata gestione delle pressioni vada ad influire in modo benefico sull'intero assetto della rete.

 
 
Lo sviluppo sostenibile nel Gruppo Hera
 
Lo sviluppo sostenibile nel Gruppo Hera
 
 
Economia circolare
 
economia circolare
 
 
Aggiungere valore
 
aggiungere valore
 
 
 
La #raccoltadifferenziata a #barcola per continuare a proteggere l'#ambiente e ...
Rifiuti ingombranti? Veniamo a prenderli noi! Chiama il Servizio Clienti ...
Innovazione da oltre un secolo]
A #Trieste l’#acqua nelle case arrivò ...
Quante #mascherine troviamo per terra! Per la tua #salute, per ...